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ASSOCIAZIONE PRO LOCO  "Enzo Pontani"  PIZZOFERRATO

Pizzoferrato: cenni storici e culturali 

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PIZZOFERRATO E LA CHIESA DI S.MARIA DEL GIRONE

di Alberto Mammarella

Pizzoferrato è paese dalla storia millenaria, arroccato sui Monti Pizzi dove si scontrarono i Sanniti ed i Romani durante le guerre sannitiche. Prima dell'anno Mille è at­testato che nei pressi dell'attuale paese esistevano tre piccoli centri detti Pizii: Pitius Superior (l'attua­le Monte della Rocca), Pitius Medius (Rocca Fonte Maggiore, ver­so Gamberale) e Pitius Inferior (Roccarsa). La più antica notizia storicamente accertata sull'esi­stenza del paese risale al sec. XIII, quando nel Catalogus Baronorum (1226) viene ricordato col nome Pictum Ferratum, feudo di due mi­liti tenuto da Oderisius de Quadris cum fratibus, figlio di Berardo, esponente di una famiglia di origine franca di probabile discen­denza dei Conti di Valva.

PIZZOFERRATO - da una stampa d'epoca

Nel corso del Cinquecento il paese è conosciuto come Pizzo Sterrato, ossia fuori dalle terre, come riportano le antiche carte della Biblioteca Apostolica Vaticana; soltanto nel Seicento prese il nome di Pizzoferrato. Nei secoli il paese fu dominato da numerosi feudatari tra i quali si ricordano i Caldera, i duchi di Borrello, i duchi D'Aquino, la duchessa di Celenza ed infine i baroni Del Monaco.

  Durante l'Ottocento Pizzoferrato fu colpita da diverse epidemie di colera e difterite che decimarono la popolazione ma la tragedia più grande è legata alle vicende della seconda guerra mondiale. Alla fine di settembre del 1943 cominciarono ad arrivare a Pizzoferrato le prime pattuglie di soldati tedeschi. Il mese dopo il paese era pieno di soldati e le migliori case erano state da questi occupate. Il 9 novembre fu ordinato a tutti i cittadini di lasciare entro ventiquattro ore il paese e di avviarsi verso Sulmona. E' proprio a novembre che inizia la vera guerra su questi monti e Pizzoferrato entra nel fronte di resistenza della sponda sinistra del fiume Sangro, fronte che si estendeva fìno a Castel di Sangro, Barrea, Pescasseroli, Opi ed ol­tre. I combattimenti interessarono anche la chiesa di S. Maria del Girone.

CLICCA PER INGRANDIRE Qui, il 3 febbraio 1944 si rifugiò un gruppo di partigiani della Banda della Majella che aveva tentato invano di dare l'assalto ad un gruppo di tedeschi asserragliati in casa di S. E. Casati ma, raggiunti dai tedeschi, furono uccisi quasi tutti. Si salvò solo chi si gettò lungo i canaloni dietro la chiesetta. (clicca per ulteriori notizie)

 

All'interno del luogo sacro furono esplosi una gran quantità di colpi di fucile e bombe a mano che lasciarono le loro tracce ovunque. Nessun colpo, però, sfiorò il crocifisso. Il fatto ha impressionato tutti gli osservatori ed è stato una­nime il parere di lasciare intatta la parete.  (clicca  per vedere le foto)

La chiesa di S. Maria del Girone è il più antico fabbricato del paese e risulta costruita prima del Mille. Originariamente si presentava edificata fino all'altare maggiore che era addossato alla parete di fondo. Successivamente, nel corso dell'Ottocento fu aggiunto l'abside. La chiesa dalla sua origine è dedicata alla natività della Vergine, che si festeggia 1'8 settembre. Nel 1864 fu acquistata l'attuale statua della Madonna, opera di un artista sulmonese, che piacque moltissimo alla cittadinanza.

CHIESA DI SANTA MARIA DEL GIRONE

In quegli stessi anni veniva aperta al culto la nuova chiesa parrocchiale e molta gente era scesa ad abitare nel nuovo paese. Per rendere maggiori onori alla Madonna, si incominciò a portare in processione la nuova statua anche nella zona nuova del paese facendo così un giro più lungo, un 'girone'; da qui la denominazione S. Maria del Girone. 

L'ORGANO DOPO GLI INTERVENTI DI RESTAURO

Nel 1934 fu realizzata la decorazione interna della chiesa per ma­no del 'bravo pittore' Michele Patrignani, uno dei discepoli del Patini, che però non potè perfezionare il lavoro a causa di una gra­ve malattia. Una preziosa acquasantiera in marmo nero della Majella ed il pregevole organo costruito da Luciano D'Onofrio nel 1791 sono i due oggetti d'arte più preziosi ed antichi che si conservano ancora nella piccola chiesa.

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